Sicilia bizantina e santi italo-greci: la Sicilia cristiana antica
Per quasi quattro secoli la Sicilia è stata una terra cristiana di lingua e di rito greco. Monaci, vescovi, poeti della liturgia e martiri nati sull'isola hanno segnato la storia della Chiesa intera, d'Oriente e d'Occidente. Molti di loro sono venerati ancora oggi sia dai cattolici sia dagli ortodossi, perché vissero prima della separazione del 1054. Conoscerli significa scoprire una Sicilia antica e spirituale, che parla ancora a chi cerca Dio.
La Sicilia bizantina in breve
- 535: il generale Belisario conquista la Sicilia per l'Impero romano d'Oriente, con capitale Costantinopoli.
- VII secolo: l'isola è una delle province più importanti dell'Impero. Tra il 663 e il 668 l'imperatore Costante II stabilisce la sua corte a Siracusa. Diversi papi di questo secolo sono siciliani, come Agatone e Leone II.
- VIII-IX secolo: la Sicilia dà alla Chiesa grandi figure, come San Metodio, patriarca di Costantinopoli, e San Giuseppe l'Innografo.
- 827-902: gli Arabi sbarcano a Mazara e conquistano l'isola città dopo città: Palermo nell'831, Siracusa nell'878, Taormina nel 902. Molti cristiani e monaci fuggono in Calabria, nel Peloponneso, a Costantinopoli.
- XI-XII secolo: con i Normanni il cristianesimo torna a fiorire. Accanto alla Chiesa latina, i re e i conti normanni proteggono i monasteri greci, soprattutto nel Val Demone, la parte nord-orientale dell'isola attorno a Messina e Taormina.

Il monachesimo italo-greco
I monaci di rito greco del Sud Italia sono spesso chiamati basiliani, perché seguivano gli insegnamenti di San Basilio Magno sulla vita comune. Vivevano di preghiera, lavoro e studio, in piccoli cenobi o come eremiti nelle grotte. Copiavano manoscritti, componevano inni, accoglievano pellegrini. Molti santi italo-greci furono grandi viaggiatori: fuggiti dalla guerra, cercarono Dio tra Sicilia, Calabria, Grecia, Terra Santa e Costantinopoli.
Nel Messinese restano chiese di antichi monasteri basiliani di straordinaria bellezza, come quella dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò a Casalvecchio Siculo, a pochi chilometri da Taormina: un monastero citato in un privilegio di Ruggero II del 1116 e ricostruito nel 1172 dal capomastro Gerardo il Franco, come ricorda l'iscrizione sul portale.
I santi della Sicilia cristiana
- Sant'Agata di Catania: giovane martire di Catania, uccisa nel 251 durante la persecuzione di Decio.
- Santa Lucia di Siracusa: martire di Siracusa, morta nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano.
- San Pancrazio di Taormina: secondo la tradizione primo vescovo di Taormina, in età apostolica.
- Sant'Ilarione il Grande in Sicilia: il grande eremita di Gaza che, secondo San Girolamo, visse nascosto in Sicilia nel IV secolo.
- San Metodio di Siracusa: nato a Siracusa, confessore delle icone e patriarca di Costantinopoli dall'843.
- San Giuseppe l'Innografo: nato in Sicilia verso l'816, uno dei più grandi poeti della liturgia bizantina.
- Sant'Elia il Giovane di Enna: monaco nato a Enna nell'823, che a Taormina incontrò il discepolo Daniele.
Santi di tutta la Chiesa
Questi santi sono vissuti prima della separazione tra Roma e Costantinopoli del 1054. Per questo appartengono alla memoria comune dei cattolici e degli ortodossi. San Giovanni Paolo II amava ripetere che la Chiesa deve respirare «con i suoi due polmoni», l'Oriente e l'Occidente. La Sicilia, dove i due polmoni hanno respirato insieme per secoli, ne è un esempio vivo. Anche per questo le giornate di spiritualità che propongo sono aperte a cristiani cattolici e ortodossi.
Un pellegrinaggio nella Sicilia antica
Durante le giornate di spiritualità cristiana vicino a Taormina parliamo di questi santi e, quando possibile, andiamo nei luoghi legati alla loro memoria. Le mete si concordano insieme: chiese basiliane del Messinese, la Taormina di San Pancrazio, oppure, per chi lo desidera, le città dei grandi santi come Siracusa, Catania ed Enna. Alcuni luoghi vicini sono descritti in Taormina spirituale: santi e chiese.
Come partecipare
Le giornate si svolgono vicino a Taormina, in Sicilia. I luoghi da visitare si concordano insieme di volta in volta. Non c'è pernottamento: condividiamo una giornata, e alla sera ognuno torna a casa propria. L'accoglienza non ha un prezzo e non dipende da nessuna offerta: chi viene è accolto per ciò che è. Ognuno contribuisce come può: chi non può lasciare nulla è accolto come tutti, e partecipa donando un po' del proprio tempo.
Le giornate sono riservate a cristiani cattolici e ortodossi, perché sono vissute nella preghiera comune. Per chiedere una data basta scrivermi su WhatsApp. Lo spirito delle giornate è raccontato nel manifesto dell'accoglienza.
Se desideri sapere che cosa rende possibile questa missione, leggi Il circolo dell'amore.
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Fonti
- Enciclopedia Treccani – Sicilia, storia (età bizantina e araba)
- Wikipedia – Santi Pietro e Paolo d'Agrò
- San Giovanni Paolo II, Ut unum sint (1995), n. 54, vatican.va
- Catholic Encyclopedia – Methodius I (New Advent)
- Wikipedia – Elia di Enna (con bibliografia)
- Wikipedia – Assedio di Taormina (902)
Cosa insegna questa storia
I santi della Sicilia hanno respirato con i due polmoni della Chiesa: ricordarli insieme, cattolici e ortodossi, è già un passo verso l'unità.
Domande frequenti
Che cosa si intende per Sicilia bizantina?
Il periodo, dal 535 alla conquista araba completata nel 902, in cui la Sicilia fece parte dell'Impero romano d'Oriente, con lingua e rito greco molto diffusi.
Chi sono i santi italo-greci?
Sono santi nati o vissuti nel Sud Italia, soprattutto in Sicilia e Calabria, nella tradizione cristiana di lingua e rito greco. Molti erano monaci.
Perché si parla di monaci basiliani?
Perché i monaci greci del Sud Italia seguivano gli insegnamenti di San Basilio Magno sulla vita monastica. Il nome «basiliani» è diventato comune soprattutto in età normanna e moderna.
I santi siciliani sono venerati anche dagli ortodossi?
Sì: quelli vissuti prima del 1054, come Sant'Agata, Santa Lucia, San Pancrazio, San Metodio, San Giuseppe l'Innografo e Sant'Elia il Giovane, sono nel calendario sia cattolico sia ortodosso.
Quando finì la Sicilia bizantina?
Con la conquista araba, iniziata nell'827 a Mazara e conclusa nel 902 con la caduta di Taormina. Rometta, nel Messinese, resistette fino al 965.
Ci sono ancora chiese basiliane in Sicilia?
Sì, soprattutto nel Messinese. Una delle più famose è la chiesa dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò a Casalvecchio Siculo, ricostruita nel 1172, vicino a Taormina.
Che cos'è il Val Demone?
È il nome storico della parte nord-orientale della Sicilia, attorno a Messina, ai Nebrodi e ai Peloritani: lì il cristianesimo greco resistette più a lungo.
Ci sono stati papi siciliani?
Sì: nel VII secolo diversi papi erano siciliani o legati alla Sicilia, tra cui Sant'Agatone e San Leone II.
Che cosa significa respirare con due polmoni?
È un'immagine cara a San Giovanni Paolo II: la Chiesa ha bisogno sia della tradizione orientale sia di quella occidentale, come un corpo ha bisogno di due polmoni.
Si possono visitare i luoghi dei santi italo-greci?
Sì. Durante le giornate di spiritualità vicino a Taormina le mete si concordano insieme: chiese basiliane, luoghi di San Pancrazio o, per chi vuole, Siracusa, Catania ed Enna.
Perché tanti monaci siciliani andarono in Calabria e in Grecia?
Per sfuggire alla guerra e alla conquista araba del IX secolo. Così il monachesimo greco della Sicilia si diffuse in Calabria e oltre.