San Giuseppe l'Innografo: il siciliano che diede voce alla liturgia bizantina

Chi entra in una chiesa ortodossa o di rito bizantino, in qualunque parte del mondo, ascolta quasi certamente qualche inno di un siciliano. San Giuseppe l'Innografo è considerato uno dei più grandi poeti della liturgia orientale: gran parte dei canoni del Menaion, il libro dei santi di ogni giorno, e molti testi della Paraklitikì portano il suo nome.

Una famiglia in fuga

Giuseppe nasce in Sicilia verso l'816, figlio di Plotino e di Agata. La tradizione più diffusa indica Siracusa come città natale; alcune fonti parlano di Palermo. Sono gli anni dell'invasione araba dell'isola, e la famiglia, come tante altre famiglie cristiane, è costretta a fuggire: secondo il suo biografo si rifugia nel Peloponneso.

Icona della Madre di Dio di Vladimir
Madre di Dio di Vladimir, icona dipinta a mano da Concetta Basile.

Monaco a Tessalonica

A quindici anni Giuseppe entra nel monastero di Latomou, a Tessalonica. Verso l'840 è ordinato sacerdote. Si lega a San Gregorio Decapolita, con cui si trasferisce a Costantinopoli, nel pieno della crisi iconoclasta: anche lui, come il siracusano San Metodio, difende la venerazione delle icone.

Prigioniero dei pirati

Inviato a Roma per chiedere il sostegno del papa, durante il viaggio cade nelle mani dei pirati e viene portato prigioniero a Creta. Anche lì continua a pregare e a sostenere gli altri prigionieri. Liberato, torna a Costantinopoli, dove fonda un monastero e diventa custode dei vasi sacri della basilica di Santa Sofia. Più tardi conosce anche l'esilio, a Cherson, in Crimea. Muore nell'886.

Il poeta della liturgia

La sua grande eredità sono gli inni. Giuseppe compose moltissimi canoni, lunghi inni poetici in più odi che si cantano al mattutino, dedicati ai santi, alla Madre di Dio, agli angeli, agli apostoli. La tradizione gli attribuisce anche il canone che accompagna l'Inno Akathistos alla Madre di Dio. Ogni giorno, in tutto il mondo, monaci e fedeli pregano con le sue parole.

Che cosa ci insegna oggi

Per chi, come me, vive di musica e di canto nelle chiese, San Giuseppe l'Innografo è un modello: il canto liturgico è preghiera, non decorazione. Durante le giornate di spiritualità vicino a Taormina la preghiera comune comprende anche un canto. La storia dei santi siciliani è nella pagina Sicilia bizantina e santi italo-greci.

La festa

San Giuseppe l'Innografo è ricordato il 3 aprile nel Martirologio Romano e il 4 aprile nel calendario delle Chiese ortodosse.

Come partecipare

Le giornate si svolgono vicino a Taormina, in Sicilia. I luoghi da visitare si concordano insieme di volta in volta. Non c'è pernottamento: condividiamo una giornata, e alla sera ognuno torna a casa propria. L'accoglienza non ha un prezzo e non dipende da nessuna offerta: chi viene è accolto per ciò che è. Ognuno contribuisce come può: chi non può lasciare nulla è accolto come tutti, e partecipa donando un po' del proprio tempo.

Le giornate sono riservate a cristiani cattolici e ortodossi, perché sono vissute nella preghiera comune. Per chiedere una data basta scrivermi su WhatsApp. Lo spirito delle giornate è raccontato nel manifesto dell'accoglienza.

Se desideri sapere che cosa rende possibile questa missione, leggi Il circolo dell'amore.

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Fonti

Cosa insegna questa storia

Esule e prigioniero, Giuseppe non smise di cantare: il canto liturgico nasce spesso là dove la vita è più dura.

Domande frequenti

Chi era San Giuseppe l'Innografo?

Un monaco nato in Sicilia verso l'816, morto nell'886, considerato uno dei più grandi autori di inni della liturgia bizantina.

San Giuseppe l'Innografo era siciliano?

Sì. La tradizione più diffusa lo dice nato a Siracusa; alcune fonti indicano Palermo. La sua famiglia lasciò l'isola a causa dell'invasione araba.

Che cosa ha scritto San Giuseppe l'Innografo?

Moltissimi canoni liturgici, in gran parte raccolti nel Menaion, e testi della Paraklitikì. La tradizione gli attribuisce anche il canone dell'Inno Akathistos.

Che cos'è un canone nella liturgia bizantina?

È un inno poetico diviso in più odi, ispirate ai cantici biblici, che si canta soprattutto al mattutino.

Perché fu prigioniero a Creta?

Mentre andava a Roma per chiedere aiuto al papa contro l'iconoclastia fu catturato dai pirati e portato a Creta. Fu poi liberato.

Quando si festeggia San Giuseppe l'Innografo?

Il 3 aprile nel Martirologio Romano e il 4 aprile nel calendario ortodosso.

Che legame aveva con San Metodio?

Erano contemporanei, entrambi siciliani di origine e difensori delle icone durante l'iconoclastia.

Perché il canto è importante nella preghiera?

Perché unisce parola, respiro e bellezza. Un detto antico, attribuito a Sant'Agostino, dice che chi canta bene prega due volte; la liturgia bizantina è quasi interamente cantata.