Sant'Elia il Giovane di Enna: schiavo, pellegrino e monaco tra Sicilia e Oriente
La vita di Sant'Elia il Giovane sembra un romanzo d'avventura, ma è la storia vera di un santo siciliano. Nato a Enna nell'823 con il nome di Giovanni, fu catturato, venduto come schiavo, liberato, pellegrino in Terra Santa, monaco, viaggiatore instancabile. È uno dei più grandi testimoni del monachesimo italo-greco, e la sua vita passa anche da Taormina.
Dalla Sicilia all'Africa, da schiavo
Giovanni Rachite nasce a Enna, nel cuore della Sicilia, in una famiglia cristiana. Sono gli anni della conquista araba dell'isola: ancora giovane viene catturato e portato in Africa, nell'Ifriqiya, l'attuale Tunisia, dove è venduto come schiavo. Anche in schiavitù resta fedele a Cristo e, secondo la sua Vita, annuncia il Vangelo a chi gli sta accanto. Riacquistata la libertà, parte per la Terra Santa.
Monaco a Gerusalemme
A Gerusalemme riceve l'abito monastico dal patriarca Elia, di cui prende il nome. Trascorre tre anni in un monastero del Sinai, poi viaggia ad Alessandria, in Persia, ad Antiochia e di nuovo in Africa. È un pellegrino che cerca Dio ovunque, e ovunque porta la sua preghiera.
Il ritorno in Sicilia e l'incontro a Taormina
Dopo la caduta di Siracusa, nell'878, Elia torna in Sicilia e a Palermo ritrova l'anziana madre. È a Taormina, allora una delle ultime città cristiane dell'isola, che incontra Daniele, che diventerà il suo discepolo più fedele e compagno di tutta la vita. Taormina cadrà nel 902, l'anno prima della morte del santo.
Il monastero in Calabria
Insieme a Daniele, Elia attraversa la Grecia e si reca in pellegrinaggio a Roma. Nell'884 fonda un monastero sul monte Aulinas, presso le Saline, vicino a Palmi, in Calabria: il monte si chiama ancora oggi Monte Sant'Elia. Chiamato a Costantinopoli dall'imperatore, parte già anziano, ma si ammala e muore a Tessalonica il 17 agosto 903. Daniele riporta il suo corpo nel monastero calabrese.
Che cosa ci insegna oggi
- La fede resiste anche nella prova. Schiavo, Elia non perse la libertà interiore.
- La vita è un pellegrinaggio. Il monaco non possiede una terra: cammina verso Dio.
- L'amicizia spirituale. L'incontro con Daniele a Taormina durò tutta la vita.
Proprio a Taormina, dove Elia incontrò il suo discepolo, propongo le giornate di spiritualità cristiana: preghiera, cammino e amicizia, come nella vita dei monaci italo-greci. I luoghi vicini sono descritti in Taormina spirituale, la storia di quell'epoca in Sicilia bizantina e santi italo-greci.
La festa
Sant'Elia il Giovane è ricordato il 17 agosto. È venerato dalla Chiesa cattolica, in particolare in Sicilia e in Calabria, e dalle Chiese ortodosse. Il testo greco della sua Vita, con traduzione italiana, è stato pubblicato dall'Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici di Palermo.
Come partecipare
Le giornate si svolgono vicino a Taormina, in Sicilia. I luoghi da visitare si concordano insieme di volta in volta. Non c'è pernottamento: condividiamo una giornata, e alla sera ognuno torna a casa propria. L'accoglienza non ha un prezzo e non dipende da nessuna offerta: chi viene è accolto per ciò che è. Ognuno contribuisce come può: chi non può lasciare nulla è accolto come tutti, e partecipa donando un po' del proprio tempo.
Le giornate sono riservate a cristiani cattolici e ortodossi, perché sono vissute nella preghiera comune. Per chiedere una data basta scrivermi su WhatsApp. Lo spirito delle giornate è raccontato nel manifesto dell'accoglienza.
Se desideri sapere che cosa rende possibile questa missione, leggi Il circolo dell'amore.
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Fonti
- Wikipedia – Elia di Enna (con bibliografia)
- Università di Palermo – studi sulla Vita di Sant'Elia il Giovane
- Wikipedia – Assedio di Taormina (902)
Cosa insegna questa storia
Elia fu schiavo, pellegrino e monaco, ma non perse mai la libertà del cuore: nessuna catena può legare chi appartiene a Dio.
Domande frequenti
Chi era Sant'Elia il Giovane?
Un monaco italo-greco nato a Enna nell'823 con il nome di Giovanni Rachite e morto a Tessalonica nel 903. Si chiama «il Giovane» per distinguerlo dal profeta Elia.
Perché Sant'Elia fu schiavo?
Durante la conquista araba della Sicilia fu catturato e venduto come schiavo in Africa, nell'Ifriqiya. In seguito riacquistò la libertà.
Che legame ha Sant'Elia con Taormina?
Secondo la sua Vita, a Taormina incontrò Daniele, che divenne il suo discepolo più fedele. All'epoca Taormina era una delle ultime città cristiane della Sicilia.
Dove si trova il monastero di Sant'Elia?
Lo fondò nell'884 sul monte Aulinas, presso le Saline, vicino a Palmi in Calabria; il monte oggi si chiama Monte Sant'Elia.
Dove morì Sant'Elia il Giovane?
A Tessalonica, il 17 agosto 903, mentre era in viaggio verso Costantinopoli. Il discepolo Daniele riportò il corpo in Calabria.
Quando si festeggia Sant'Elia il Giovane?
Il 17 agosto, giorno della sua morte.
Perché prese il nome di Elia?
Ricevette l'abito monastico a Gerusalemme dal patriarca Elia e ne prese il nome, come era uso tra i monaci.
Esiste una biografia antica di Sant'Elia?
Sì, una Vita in greco scritta poco dopo la sua morte. È stata pubblicata con traduzione italiana dall'Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici di Palermo.