Sant'Ilarione il Grande in Sicilia: l'eremita nascosto a Pachino

Sant'Ilarione il Grande è uno dei padri del monachesimo cristiano. Nato verso il 291 a Tabatha, vicino a Gaza, fu discepolo di Sant'Antonio abate e portò la vita monastica in Palestina. Diventato famoso per i miracoli, passò il resto della vita a fuggire la fama, fino ad arrivare in Sicilia. La sua storia ci è raccontata da San Girolamo, che ne scrisse la Vita verso il 390.

Dal deserto di Gaza alla fama

Giovane studente ad Alessandria d'Egitto, Ilarione si converte al Vangelo e va nel deserto a conoscere Antonio. Tornato in patria, vive per anni da eremita nel deserto vicino a Gaza, nella preghiera, nel digiuno e nel lavoro manuale. Attorno a lui nascono i primi monasteri della Palestina. Ma la fama dei suoi miracoli attira folle sempre più grandi, e Ilarione, che desidera solo il silenzio, decide di partire.

Icona di Sant'Ilarione il Grande con iscrizione greca
Sant'Ilarione il Grande, icona con iscrizione greca dipinta a mano da Concetta Basile.

L'arrivo a Pachino

Dopo l'Egitto e la Libia, Ilarione si imbarca verso la Sicilia con il discepolo Zanano. Racconta Girolamo che, a metà del viaggio, voleva pagare la traversata vendendo un Vangelo copiato con le sue mani. Giunti al promontorio di Pachino, l'antico Pachynum, oggi Capo Passero, vicino a Portopalo di Capo Passero, all'estremità sud-orientale dell'isola, offrì il libro al comandante della nave, che però rifiutò, vedendo che i due non possedevano altro che quello e i vestiti che indossavano.

Nascosto nell'entroterra siciliano

Per non essere riconosciuto dai mercanti che arrivavano dall'Oriente, Ilarione si allontanò dalla costa e si rifugiò nell'interno, a circa venti miglia dal mare. Viveva poveramente: ogni giorno legava una fascina di legna che il discepolo portava a vendere al villaggio vicino, per comprare un po' di pane. Era la vita nascosta che aveva sempre cercato.

Intanto il discepolo Esichio lo cercava da tre anni per tutto il Mediterraneo. Lo ritrovò grazie a un mercante incontrato a Metone, nel Peloponneso, che gli parlò di un profeta cristiano in Sicilia. Anche lì, però, la notizia si diffuse: secondo Girolamo un indemoniato, nella basilica di San Pietro a Roma, rivelò dove si trovasse il santo, e i malati cominciarono ad arrivare in gran numero. Ilarione ripartì allora per Epidauro, in Dalmazia, e poi per Cipro, dove morì verso il 371.

Girolamo non indica il luogo preciso dell'eremo siciliano. Nel tempo, la tradizione locale ha proposto diversi luoghi della Sicilia sud-orientale, ma con certezza sappiamo solo ciò che racconta la Vita: lo sbarco a Pachino e un rifugio nell'entroterra, a una ventina di miglia dal mare.

Che cosa ci insegna oggi

Sono gli stessi valori che proviamo a vivere nelle giornate di spiritualità vicino a Taormina: silenzio, semplicità, lavoro condiviso, cammino. Ne parlo anche nella pagina sulla ricerca spirituale.

La festa

Sant'Ilarione è venerato dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse, che lo ricordano il 21 ottobre. La tradizione bizantina gli attribuisce il titolo di «Grande».

Come partecipare

Le giornate si svolgono vicino a Taormina, in Sicilia. I luoghi da visitare si concordano insieme di volta in volta. Non c'è pernottamento: condividiamo una giornata, e alla sera ognuno torna a casa propria. L'accoglienza non ha un prezzo e non dipende da nessuna offerta: chi viene è accolto per ciò che è. Ognuno contribuisce come può: chi non può lasciare nulla è accolto come tutti, e partecipa donando un po' del proprio tempo.

Le giornate sono riservate a cristiani cattolici e ortodossi, perché sono vissute nella preghiera comune. Per chiedere una data basta scrivermi su WhatsApp. Lo spirito delle giornate è raccontato nel manifesto dell'accoglienza.

Se desideri sapere che cosa rende possibile questa missione, leggi Il circolo dell'amore.

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Fonti

Cosa insegna questa storia

Ilarione aveva un solo libro, il Vangelo, ed era pronto a darlo via: la vera ricchezza è ciò che ci rende liberi.

Domande frequenti

Chi era Sant'Ilarione il Grande?

Un monaco ed eremita nato verso il 291 vicino a Gaza, discepolo di Sant'Antonio abate e fondatore del monachesimo in Palestina. Morì a Cipro verso il 371.

Sant'Ilarione è stato davvero in Sicilia?

Sì, secondo la Vita scritta da San Girolamo verso il 390: sbarcò al promontorio di Pachino e visse nascosto nell'entroterra, a circa venti miglia dal mare.

Dove si trovava l'eremo di Sant'Ilarione in Sicilia?

San Girolamo non indica un luogo preciso. Sappiamo solo che era nell'entroterra della Sicilia sud-orientale, a una ventina di miglia dalla costa di Pachino; le localizzazioni proposte dalla tradizione non sono certe.

Che cosa faceva Sant'Ilarione in Sicilia?

Viveva in preghiera e povertà: ogni giorno preparava una fascina di legna che il discepolo vendeva per comprare il pane.

Perché Sant'Ilarione lasciò la Sicilia?

Perché la sua presenza fu scoperta e i malati cominciarono ad arrivare in gran numero. Per ritrovare il silenzio partì per Epidauro, in Dalmazia, e poi per Cipro.

Quando si festeggia Sant'Ilarione?

Il 21 ottobre, sia nella Chiesa cattolica sia nelle Chiese ortodosse.

Chi ha scritto la vita di Sant'Ilarione?

San Girolamo, il traduttore della Bibbia in latino, verso il 390. È la fonte principale sulla sua vita.

Che cosa insegna Sant'Ilarione a chi è in ricerca?

Che Dio si trova nel silenzio e nella semplicità, e che si può lasciare la fama e il superfluo per cercare l'essenziale.

Si possono visitare i luoghi di Sant'Ilarione?

Il promontorio di Pachino si può visitare; l'eremo non è identificato con certezza. Nelle giornate di spiritualità vicino a Taormina parliamo della sua storia e, per chi lo desidera, si possono concordare altre mete.