Ascesi cristiana: il combattimento spirituale spiegato in modo semplice

La parola «ascesi» fa pensare a qualcosa di duro e lontano, riservato ai monaci. In realtà è una delle cose più semplici e più umane del cristianesimo. Viene dal greco áskesis, «esercizio», la parola usata per l'allenamento degli atleti. L'ascesi è l'allenamento del cuore: imparare, con l'aiuto di Dio, a essere liberi.

Che cos'è l'ascesi cristiana

San Paolo paragona la vita cristiana a una corsa: «Ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre» (1Cor 9,25). Il Catechismo della Chiesa Cattolica lo dice con parole chiare: «Il cammino della perfezione passa attraverso la croce. Non c'è santità senza rinuncia e senza combattimento spirituale» (n. 2015).

L'ascesi non è disprezzo del corpo né ricerca della sofferenza. È il lavoro paziente con cui si mette ordine nella propria vita, perché il cuore sia libero per Dio e per gli altri.

Icona di San Michele Arcangelo con il bastone e la sfera
San Michele Arcangelo in vesti di corte, con il bastone e la sfera: icona dipinta a mano da Concetta Basile.

I tre pilastri: preghiera, digiuno, elemosina

Nel discorso della montagna Gesù indica tre pratiche (Mt 6,1-18): la preghiera, che ci apre a Dio; il digiuno, che ci libera dalla schiavitù delle cose; l'elemosina, che ci apre al prossimo. Sono gli stessi pilastri della Quaresima, per i cattolici e per gli ortodossi.

Il combattimento spirituale

I Padri del deserto parlavano di logismoi, pensieri che si insinuano nel cuore e lo trascinano verso le passioni: gola, lussuria, avarizia, tristezza, ira, accidia, vanagloria e orgoglio. Evagrio Pontico ne descrisse otto; attraverso Giovanni Cassiano sono arrivati in Occidente e sono diventati i sette vizi capitali. Il combattimento spirituale consiste nel riconoscere questi pensieri, non dar loro spazio e affidarsi a Dio.

Un libro mostra bene quanto Oriente e Occidente si somiglino su questo cammino: Il combattimento spirituale del sacerdote italiano Lorenzo Scupoli, pubblicato nel 1589, fu adattato in greco da San Nicodemo l'Aghiorita e poi tradotto in russo da San Teofane il Recluso. È diventato un classico anche della spiritualità ortodossa.

La vigilanza e la preghiera del cuore

I monaci orientali parlano di nepsis, «vigilanza» o «sobrietà»: custodire il cuore, accorgersi di ciò che vi entra. Da qui il nome di Padri neptici dato agli autori della Filocalia. Lo strumento principale di questa vigilanza è la preghiera del cuore, la breve invocazione del nome di Gesù ripetuta con fede, al centro della tradizione dell'esicasmo.

L'ascesi nella vita di ogni giorno

Parlarne insieme

Durante le giornate di spiritualità vicino a Taormina parliamo di ascesi spirituale cristiana in modo semplice, partendo dalla vita di tutti i giorni e dall'esempio dei santi siciliani, come Sant'Ilarione ed Sant'Elia il Giovane. Non è una lezione: è una conversazione fraterna, spesso camminando nel verde. Ne approfittiamo per vivere quello di cui parliamo: il silenzio, il lavoro condiviso, la preghiera comune.

Come partecipare

Le giornate si svolgono vicino a Taormina, in Sicilia. I luoghi da visitare si concordano insieme di volta in volta. Non c'è pernottamento: condividiamo una giornata, e alla sera ognuno torna a casa propria. L'accoglienza non ha un prezzo e non dipende da nessuna offerta: chi viene è accolto per ciò che è. Ognuno contribuisce come può: chi non può lasciare nulla è accolto come tutti, e partecipa donando un po' del proprio tempo.

Le giornate sono riservate a cristiani cattolici e ortodossi, perché sono vissute nella preghiera comune. Per chiedere una data basta scrivermi su WhatsApp. Lo spirito delle giornate è raccontato nel manifesto dell'accoglienza.

Se desideri sapere che cosa rende possibile questa missione, leggi Il circolo dell'amore.

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Fonti

Cosa insegna questa storia

L'ascesi non toglie la gioia: toglie ciò che la soffoca.

Domande frequenti

Che cosa significa ascesi?

Viene dal greco áskesis, «esercizio». Nella vita cristiana indica l'allenamento del cuore attraverso preghiera, digiuno, silenzio e carità, per essere liberi per Dio e per gli altri.

L'ascesi è solo per i monaci?

No. I monaci la vivono in modo radicale, ma ogni cristiano è chiamato a una forma di ascesi adatta alla propria vita: famiglia, lavoro, età.

Che cos'è il combattimento spirituale?

È la lotta interiore contro i pensieri e le passioni che allontanano da Dio. Il Catechismo dice che non c'è santità senza rinuncia e senza combattimento spirituale (n. 2015).

Che cosa sono i logismoi?

Nella tradizione dei Padri del deserto sono i pensieri che tentano il cuore. Evagrio ne descrisse otto, da cui derivano i sette vizi capitali dell'Occidente.

Che cos'è la nepsis?

È la vigilanza del cuore: accorgersi dei pensieri prima che diventino azioni. Per questo gli autori della Filocalia si chiamano Padri neptici.

Il digiuno cristiano fa male alla salute?

Il digiuno cristiano è moderato e va adattato alla salute di ciascuno. Chi ha problemi di salute deve sentire il medico; la Chiesa ne dispensa malati, anziani e bambini.

Che cos'è il libro Il combattimento spirituale?

È un'opera del sacerdote italiano Lorenzo Scupoli, del 1589. Adattata in greco da San Nicodemo l'Aghiorita e in russo da San Teofane il Recluso, è amata da cattolici e ortodossi.

Come iniziare un cammino di ascesi oggi?

Con piccoli passi costanti: qualche minuto di preghiera ogni giorno, un tempo di silenzio senza schermi, un digiuno semplice il venerdì, un gesto di carità. Meglio poco e fedele che molto e per poco tempo.

Si parla di ascesi durante le giornate di spiritualità?

Sì, in modo semplice e fraterno, spesso camminando nel verde, partendo dalla vita quotidiana e dall'esempio dei santi siciliani.